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Revolution or Involution?

Revolution or Involution?

di Ginevra Bianchini

“Vivevamo in un mondo elettronico. Ci contavamo per qualsiasi cosa. E poi l’elettricità è andata via. Tutto smise di funzionare. Non eravamo preparati/pronti. Paura e confusione portarono al panico. I fortunati riuscirono a lasciare le città. Il governo collassò. Le milizie presero il comando, controllando le scorte di cibo e accumulando armi. Ancora non sappiamo perché l’elettricità è andata via. Ma speriamo ancora che qualcuno arrivi e ci illumini la strada.” Una semplice frase di apertura di un telefilm.


Ma..siamo sicuri che il futuro qui rappresentato non sia realmente ciò che ci aspetta dietro l’angolo? Dagli inizi del’900, abbiamo sviluppato nuove ad ancora nuove tecnologie con un’accelerazione esponenziale, ricercando sempre più la perfezione, ma soprattutto la comodità, con lo scopo di arrivare a non dover fare assolutamente niente, la liberazione totale dell’uomo dalla schiavitù del lavoro…perché le macchine potranno superare addirittura il quoziente intellettivo dell’uomo più stupido della terra, visto che non dover fare comporta anche il non dover pensare.

Temo proprio che anche se riuscissimo a sviluppare un tale tipo di tecnologia il mondo non ne sopporterebbe nemmeno un grammo, primo a causa dell’inquinamento che fa piovere petrolio, secondo perché tale sovraccarico d’energia, che già c’è ora nel 2012, aumenterà sempre più con il passare degli anni, portando al collasso la capacità di rifornire d’energia di fronte ad una richiesta sempre più vorace (vi informo che già in alcune delle città più grandi del mondo negli Stati Uniti, Cina, India, Giappone, Brasile, ci sono stati cortocircuiti durati lunghe ore che hanno coinvolto città intere). Quindi quel futuro che a noi sembra così strano ed inusuale probabilmente si avvererà, e dovremo tornare a sbranarci da brave bestioline come gli uomini primitivi che si ammazzavano fra di loro per un pezzo di cervo. Noi ci ammazzeremo per chi si ingozzerà le ultime patatine del MacDonald e gli ultimi gelati, wow.
Il messaggio che questo telefilm ci lancia è un chiarissimo ammonimento che ci urla in faccia di non contare troppo sulla tecnologia, perché essa può andare perduta e saltare in un qualsiasi momento, anche ora mentre sto scrivendo. Perché quindi non tornare ai sani vecchi libri, che dopo milioni di anni sono ancora qui, quasi completamente intatti? I cd mantengono nella memoria i dati salvati per un massimo di cinque o sei anni e poi si disintegrano e non funzionano più, insomma sono proprio oggetti di inestimabile valore. Tutta questa propaganda riguardo a quanto sia più comodo leggere i libri sull’Ipad, Iphone, Ipod, Icrack, Isgnack, Ispack e via discorrendo..certo è una comodità perché paghi solo l’irrisoria cifra di 600(non ho il segno dell’euro sulla tastiera, sacrilegio!) euro e poi i libri te li compri su internet a 2 o 3 euro, però poi per leggerli te ne devi stare gobbo sullo schermo e devi farti abbassare la vista di venti gradi solo per leggere un capitolo. Direi che è piuttosto chiaro che i libri preferisco tenerli in mano e sfogliarli, invece che vederli rinsecchiti in un schermo grosso quanto un orecchino.

Vuoi mettere il gusto di sfogliare manualmente le pagine, sentire l’odore della carta stampata, maledicendo la mancanza di spazio, che non ti consente di ampliare la tua libreria, l’emozione di entrare in una biblioteca o in una libreria pregustando ciò che potrei sfogliare?
Sfortunatamente credo che le nuove generazioni siano sempre più dipendenti dalla tecnologia di quanto la mia non lo sia, me inclusa, (e forse per noi una speranzina c’è), vista anche la maggiore diffusione dell’obesità, data da una sedentarietà lampante, a sua volta causata da un eccessivo utilizzo dei videogiochi, del computer e dei cellulari che mandano radiazioni, fanno venire il cancro, ti iniettano violenza nelle vene..e il tempo che sprechiamo ad ucciderci davanti alla playstation o su facebook a scuriosare nella vita degli altri?
Certo la tecnologia ha i suoi lati positivi, come il riuscire a tenersi in contatto con persone dall’altra parte del mondo, o addirittura arrivare a conoscere persone che mai avresti potuto incontrare, anche se alcune volte in modi bizzarri e poco ortodossi che è meglio non citare. Però dovremmo imparare ad utilizzarla, senza diventare dipendenti, e non contare su di essa per ogni singola cosa, altrimenti se mai qualcosa come il post-apocalittico telefilm prima citato (per chi fosse rimasto stuzzicato dalla trama, si chiama Revolution) si verificasse, sopravvivrebbero in molti, molti pochi, i più forti e cattivi e i più furbi. Io non vorrei vederci sprofondare in modo così stupido e banale in un novello Medioevo; gli antichi si son rimboccati le maniche e hanno acceso il primo fuoco, e noi? Abbiamo inventato cento diversi tipi di cellulari, tutti uguali, e ne siamo diventati dipendenti.

Ve lo immaginate un mondo talmente privo di tutte le comodità e privilegi che adesso diamo per scontati, ma che potrebbero scomparire da un momento all’altro, così con il battito di ali di una farfalla? Niente più riscaldamento nelle nostre comode casette, niente più acqua corrente, ascensori, supermercati, televisione, cinema, internet..mi vengono i brividi se solo mi sfiora questo pensiero..a volte mi chiedo se sia meglio vivere in una beata incoscienza.
A pensarci bene, che dico a fare tutto questo? Tanto non mi ascolterà nessuno! E un giorno invece quando tutto ciò sarà accaduto, io sarò lì ad interpretare il fantasma dei -te l’avevano detto- ,passati presenti e futuri.

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