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SOGNO UN CENTRO A VOCAZIONE MAGGIORITARIA

SOGNO UN CENTRO A VOCAZIONE MAGGIORITARIA

di Alfio Capizzi  @alfiocapizzi

Ho fatto un sogno: un centro moderato cattolico laico a vocazione maggioritaria.
Ho sognato un partito di moderati cattolici che ambisca ad essere maggioranza di Governo, a dispetto della legge Elettorale vigente e proprio in spregio al cosiddetto Porcellum: in fondo anche con la Legge Elettorale Calderoli il popolo moderato può esprimere in senso maggioritario la propria volontà.
In effetti in questi giorni i sondaggi e le intenzioni di voto, da SWG a IPR Marketing, ci stanno dicendo che il fenomeno populista del Grillismo ha iniziato una parabola discendente in termini di consenso, che non solo e’ fisiologica in una democrazia parlamentare quando dal voto amministrativo ci si indirizza al voto per le politiche, ma è addirittura accelerata dalla slatentizzazione della evidente assenza di democrazia interna che caratterizza il Movimento 5 Stelle. E la farsesca operazione delle parlamentarie online e’ sotto gli occhi di tutti a riprova di quanto affermato.
Da un’altra parte emerge prepotentemente come lo sfaldamento del centrodestra abbia aperto una voragine che ancora non ha raggiunto il punto di non ritorno; certamente una scissione dei moderati e liberali di estrazione culturale e storica diversa dalla destra oramai appare lo sbocco inevitabile, essendo pure venuto a mancare il collante Berlusconiano, che su cooptazione e clientelismo aveva costruito la propria squadra di nominati. Se consideriamo poi che Alfano appare irrimediabilmente intrappolato nel ruolo del tessitore di una trama minoritaria alla ricerca di una scialuppa di salvataggio per pochi fedelissimi, offerta del magma centrista in costante dinamica (l’ossimoro rappresenta il paradigma del momento) evoluzione, appare chiaro come si stiano creando le condizioni storiche per sfondare al Centro.
Non dimentichiamo che quello di salire sul carro dei vincitori in Italia e’ sostanzialmente sport nazionale, che in genere raggiunge l’apice della popolarità ogni 5 anni (più o meno ogni fine legislatura), pure il Centro moderato cattolico che sogno mantiene i recinti aperti.
Non mi interessano infatti veti e liste di proscrizione, ma le intelligenze ed il contributo di tutti gli uomini di buna volontà.
Io sogno un partito che non ambisca più ad inseguire con il bilancino il 9% nazionale, che non studi bizantinismi e strategie elettorali finalizzate anche a puntare al 20% nazionale mediante improbabili coalizioni o federazioni di comodo.
Io sogno un partito che dichiari subito di puntare a vincere le prossime elezioni politiche con il “Porcellum” e anzi punti al 51% dei consensi.
Impossibile? Forse, irrealizzabile? Probabile. Impossibile? Ma i numeri dicono il contrario: in effetti una coalizione di governo che puntasse a recuperare il 20-40% dei voti tra gli astensionisti e gli indecisi (e Mannheimer sull’Osservatorio del Corriere della Sera del 16 Dicembre ce lo dimostra) e non si limitasse a escludere in anticipo, utilizzando una dicotomia manichea antivendoliana, una alleanza di governo (a progetto e finalizzata ad una Legislatura Costituente) con i progressisti nel segno dell’Agenda Monti, senza per questo evocarne la sua diretta discesa in campo, ecco questo sarebbe non solo possibile ma vincente.
Sogno un Centro alleato con i progressisti, non un Centro piccolo piccolo, ma tanto forte da collaborare attivamente al Governo e controbilanciare sia la diversa narrazione europeista di Vendola sia le pulsioni antimontiane della FIOM.

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