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Emergenza rifiuti tossici in Campania, gli “Ultimi” di don Aniello Manganiello scendono in campo

Emergenza rifiuti tossici in Campania, gli “Ultimi” di don Aniello Manganiello scendono in campo

L’associazione “Ultimi per la legalità” di don Aniello Manganiello è un gruppo di giovani impegnati dell’Agro-Nolano scendono in campo con proposte concrete, per affrontare l’emergenza rifiuti tossici in Campania Partirà a breve una raccolta di firme in tutti i comuni dell’Agro-Nolano per sollecitare l’intervento delle autorità competenti sull’emergenza rifiuti. L’obiettivo è quello di coinvolgere tutta la popolazione, le istituzioni italiane e quelle dell’Unione Europea chiedendo una partecipazione attiva sul territorio e l’adesione alle seguenti richieste:

1) Mappatura dei siti contaminati e pubblicazione dell’esito delle indagini;

2) Analisi dei pozzi, le cui acque sono utilizzate per irrigare i campi;

3) Indagine epidemiologica della popolazione e la pubblicazione della stessa;

4) Sostituzione delle colture food dei terreni inquinati con piantagioni no-food (come aree boschive), per un tempo non inferiore ai venti anni;

5) Monitoraggio eseguito dall’esercito sui siti coinvolti negli sversamenti di rifiuti tossici e il controllo da parte degli stessi dei traffici illegali di camion;

6) Inserimento del reato ambientale nel codice penale ed il conseguente inasprimento delle misure carcerarie e delle pene pecuniarie;

7) Reperimento delle risorse attraverso i beni confiscati alla camorra e i proventi delle multe di chi si rende responsabile di crimini ambientali.

Per capire l’entità e la gravità dell’avvelenamento dell’aria che respiriamo, delle terre e delle acque campane, c’è bisogno di trasparenza e verità: questa la principale richiesta, nata da un bisogno di informazione e divulgazione di dati certi per intervenire con proposte concrete e fattibili. Attraverso l’allestimento di banchetti nelle piazze dei comuni coinvolti, saranno raccolte quante più firme è possibile, al fine di dimostrare quanto sia condivisa e urgente la necessità di affrontare il dramma degli sversamenti e dei roghi di rifiuti tossici.

Le firme raccolte, allegate al documento con le specifiche richieste, saranno poi portate all’attenzione del Prefetto della Repubblica di Napoli, al Parlamento Italiano e al Parlamento Europeo, previa richiesta di un’interrogazione parlamentare. Un gesto importante per chi è convinto che una spinta concreta può partire solo dal basso, con una grande presa di coscienza, seguita da partecipazione e presenza costante sul territorio. Improrogabile è la nascita di una coscienza civica e ambientale per combattere quello che è un vero e proprio crimine contro l’umanità. Laddove è evidente la collusione tra camorristi, industriali, politici e contadini omertosi, ultimo baluardo di speranza è la chiesta di frontiera e l’impegno spontaneo di giovani desiderosi di riappropriarsi della propria terra e del proprio futuro. L’iniziativa promossa da don Aniello Manganiello intende dare voce agli ultimi, obbligando lo Stato ad ascoltare richieste precise, seguite da indagini, interventi e controlli costanti e capillari.

Il popolo campano, stanco di continui soprusi, offeso e umiliato da vent’anni di silenzio, oggi cerca il suo riscatto, pacificamente, ripudiando ogni forma di violenza. Armato di propositività e speranza, stretto in un unico grido di indignazione, il popolo chiede di essere ascoltato e tutelato, salvaguardando il diritto alla vita. Non ci si può più accontentare di sopravvivere, mentre in costante aumento è il numero di persone affette da tumori, leucemie, asma e rare forme allergiche. Sotto un unico stendardo, aconfessionale e apolitico, siamo tutti chiamati ad una grande responsabilità: scendere in campo per il diritto alla vita.

notizia reperibile qui, riportata dal giornale online contrordine.

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